Ultima Forsam TreEmme

"La tempesta" (Atto I & II)

19 Aprile 1514

Per prima cosa i nostri eroi si recano alla delegazione del califfato di Palermo, dopo fanno conoscenza con Ahmed, un Dottore del Flagello esperto in linguistica, riescono a tradurre il libro in copto. Esso parla della misteriosa Teriarca, un possibile rimedio per il Flagello. Di ritorno da esso, gli eroi sono assaliti da alcuni esaltati del Sacro Romano Impero, capeggianti da Hans. L’incontro però sfocia in un conflitto armata, che porta alla morte di due germanici.

Quindi, gli eroi fanno il loro ingresso nella politica cittadina. Sono invitati ufficialmente a partecipare alla Assemblea dell Delegazioni, convocata dal Podestà per fare il punto della situazione.

La riunione è certamente tumultuosa, in quanto le delegazioni hanno diversi punti di vista.

  • La delegazione del Sacro Romano Impero, spalleggiata dal Califfato di Pelermo, affermano che la colpa è interamente dei Corrotti. La voce di Hans è particolarmente veemente, additanto spesso Filantropo Capoccio.
  • I deelgati di Egitto e del regno di Ungheria-Benevento ritengono che la colpa sia degli estremisti religiosi
  • I Principati Teutonici pensano che tutto sia dovuto ai negromanti, solo loro in grado di organizzare l’Armata delle Ossa.
  • Varie signorie italiane (Milano, Ferrara, Spoleto, Modena,…) si accusano reciprocamente di collaborazione, anche se tutti puntano il disto su Ranieri dell Gherardesca, principe di PIsa, che brilla per la sua assenza.

Ciononostante, dopo aver esposto il risultato delle loro investigazione, godono certamente di un rilievo internazionale (Milano, Ferrara, Spoleto, Ungheria…), anche se alcune delegazioni non fanno mistero del loro scarso appoggio (Sacro Romano Impero, Palermo).

Poco dopo, il misterioso Misericordia li invita ad un colloquio con l’Arciduca di Spoleto, noto come “Arciduca degli straccioni” per il suo spiccato interesse per il sociale. Mentre le due fanciulle Tron e Artemisia Berarducci si recano ad un interessante incontro con la delegazioen di Ferrara, l’Arciduca chiede l’aiuto per svalre il mistero di Cosimo, un giovane spostato che fa parte delle loro delegazione e che è sparito da un paio di giorni.

Investigando pereoos l’Ospizio Mazzini, il gruppo riesce rapidamente a notare che il rapitore è dotato di una agilità e una forza sovrumana e si è calato nella sezione più anrica e meno utilizzata dell’acquedotto di Lucca. Mentre scoppia un temporale, si inoltrano dei cunicoli, trovando subito un gruppo di Larve.

Poco dopo, si imbattono nello strano individuo, che chiameremo Calibano, mezzo uomo, mezzo scimmia che incute un grande terrore. Tuttavia, il fuoco concentrato degli eroi fa sì che sia trafitto, e il suo corpo non viene ritrovato.

Frugando tra le sue cosa, si rinviene un po’ di denaro e un misterioso plico ricco di dettagli anatomici. La tempesta continua, e i nostri eroi continuano le investigazioni in città. Sono nuovamente attaccati daHans Grünewald assieme a un gruppo di tedeschi ben armati, ma anche stavolta riescono ad avere la meglio. Scoprono così che Hans era un Corrotto, che si nascondeva tra le fila del Sacro Romano Impero.

Informati del fatto, il Prinzergent van der Vogleweide fa avere agli eroi una missiva nella quale esprime congratulazioni per i risultati ottenuti e l’appoggio formale alle loro iniziative. All’alba, quando la tempesta si dissolve, si nota una grande sciagura abbattutasi sulla delegazione di Ferrara. La loro torre è in fiamme e le due navi volanti, l’Ariele e Caronna, sono schiantate all’esterno delle mura. Nessuna traccia di Ferrante ed Ercole, i capi della spedizione.

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